Dopo “Un piccolo favore” e il suo seguito (uscito direttamente su Prime Video), Paul Feig prosegue la rielaborazione del thriller anni Novanta ad ambientazione domestica con “The Housemaid – Una di famiglia”.
Protagonista del film è Millie (Sydney Sweeney), ragazza impulsiva in libertà vigilata e alla disperata ricerca di un lavoro per evitare il ritorno in galera. Presentando referenze fasulle, la giovane ottiene un impiego come domestica presso la ricca famiglia Winchester a Great Neck, nel Long Island. Se inizialmente viene accolta a braccia aperte, ben presto Millie si ritrova a dover fare i conti con comportamenti sempre più anomali da parte dei suoi datori di lavoro, in particolare della padrona di casa Nina (Amanda Seyfried).
L’apparente tranquillità della suburbia americana, dietro cui si cela il vero orrore, è stata per lungo tempo una costante del thriller statunitense a tinte noir, assumendo caratteristiche ben definite soprattutto nell’ultimo decennio del secolo scorso. Si tratta di un genere storicamente caratterizzato da un’ottica prettamente maschile.
In questo senso, quanto portato avanti da Paul Feig, tramite la trasposizione di romanzi che ribaltano tale prospettiva in favore di un punto di vista e di una sensibilità femminile, rappresenta una piccola svolta nel panorama del cinema medio americano: lo dimostra anche il positivo riscontro del pubblico nei confronti di questa operazione.
Se però “Un piccolo favore” si distingueva per un’insolita verve comica, mettendo in evidenza le doti di Feig come regista di commedie, con “Una di famiglia” la componente umoristica scompare del tutto a favore di un mood più tradizionale.
L’assenza di commistione tra thriller e commedia finisce per far emergere maggiormente la struttura narrativa, contraddistinta purtroppo da una scrittura loffia e da uno script lacunoso, coronato da un finale a tratti artificioso nel messaggio che vuol consegnare al pubblico e complessivamente non molto soddisfacente.


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