Matt Johnson firma un biopic su una celebre quanto controversa figura dello spettacolo e della cucina, focalizzandosi su un’unica, caotica estate che ha cambiato per sempre la sua vita.

Il regista decide di avviare la storia della nascita dello chef Anthony Bourdain partendo da un momento cruciale nella sua vita, quando, alla ricerca di se stesso e in conflitto col mondo intero, Tony finisce quasi per sbaglio all’interno di una cucina dove muove i suoi primi passi come lavapiatti per poi diventare lo chef e showman affermato che tutti conosciamo.

Frizzante, brillante e a tratti dissacrante, Tony – Diario di un giovane cuoco sembra cucito esattamente sulla pelle dello stesso Bourdain, a sua immagine e somiglianza, qualità che spesso, paradossalmente, è difficile trovare in un buon biopic. La pellicola non ci mostra però quello che ci aspetteremmo di vedere, ovvero la trasformazione da Tony a Anthony, ma piuttosto il tortuoso e ostico percorso che lo ha portato a prendere consapevolezza del suo destino e accettarlo, come spesso accade quando analizziamo figure di rilievo che si sono distinte in vita per qualche ragione.

Non dunque un film incentrato sulla cucina, ma il racconto di un percorso umano travagliato e ben rappresentato da Dominic Sessa, il quale ha il compito di dominare la scena accanto a un mostro sacro del cinema: Antonio Banderas, che in quest’opera troneggia (quasi) come il vero protagonista.

La sceneggiatura riesce a bilanciare con grande equilibrio ed efficacia i momenti di profondità emotiva e dramma con quelli satirici, anche attraverso la sapiente gestione del ritmo delle inquadrature, dei pieni e dei vuoti rendendo la visione leggera, ma allo stesso tempo intensa.

La sensazione che lascia Tony – Diario di un giovane cuoco al termine del film è quella di volerne sapere di più e scoprire non solo ciò che ha reso celebre un giovane cuoco, ma soprattutto andare in profondità all’interno della storia di un ragazzo che ha scoperto se stesso attraverso la dura legge della cucina e che ha appreso tanto da mentori insostituibili.

Stiamo solo aspettando di scoprire cosa succede dopo. Avverrà? Noi ci auguriamo di sì!

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