Ciò che purtroppo affligge oggi i franchise di successo è il vincolo che li lega alle sempre più stringenti logiche industriali. Condannati a proseguire ad oltranza, senza interrogarsi su quanto possano ancora offrire allo spettatore, finiscono per restare intrappolati in un limbo che, come una maledizione, li accompagna fino a quando l’interesse del pubblico non si sposta verso un’altra proprietà intellettuale, in un ciclo apparentemente infinito.
La saga di Scream rientra pienamente in questo meccanismo. Ciononostante, tenendo conto del legame indissolubile che univa il franchise al suo storico regista Wes Craven, il rilancio avviato nel 2022 era riuscito, inaspettatamente, ad accendere l’interesse di una nuova generazione di spettatori, confermandone il successo commerciale.
Sidney Prescott (Neve Campbell) è riuscita a rifarsi una vita, lasciandosi alle spalle gli incubi del passato, tuttavia, quando un nuovo assassino con la maschera di Ghostface appare in città, è costretta ad affrontare nuovamente la minaccia, proteggendo l’incolumità della sua famiglia, in particolare della figlia adolescente Tatum.
Fin dalle prime scene si percepisce la natura emergenziale di questo nuovo capitolo: i problemi produttivi che hanno portato al licenziamento di Melissa Barrera e all’abbandono di Jenna Ortega, insieme alla necessità di richiamare nuovamente Neve Campbell, appaiono evidenti nella generale incertezza del film, sospeso tra l’interruzione di un progetto precedente e l’urgenza di ricercare una direzione alternativa. Ne deriva la volontà di tornare verso lidi più sicuri e familiari, costringendo Kevin Williamson, storico ideatore dell’intera saga, a prendere in mano il film, mettendosi in prima persona dietro la macchina da presa. La scelta però finisce per evidenziare la profonda artificiosità dell’insieme: il ritorno di volti storici della saga (reali o evocati che siano) non fa che rimarcare la mancanza di genuinità dell’operazione. Tutto appare costruito, meccanico, “artificiale” proprio come l’IA sfruttato come espediente di contatto con l’attualità.
Tuttavia, anche essa pero non porta ad alcun risvolto lasciando la sensazione di un franchise che da tempo ha esaurito ciò che aveva da dire.


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