Il nuovo dramma storico di James Vanderbilt racconta il processo a Hermann Göring e ad altri membri di spicco del partito nazista dopo la fine Seconda Guerra Mondiale con un approccio che mescola rigore storico e spettacolarizzazione hollywoodiana. Ispirato al libro “The Nazi and the Psychiatrist” di Jack El-Hai, il film si concentra sul rapporto tra Göring (Russell Crowe) e lo psicologo Douglas Kelley (Rami Malek), inviato a valutare i prigionieri e prevenirne i tentativi di suicidio prima del processo. I due attori sono perfetti nei loro ruoli: il primo incarna un Göring apparentemente cordiale, inquietantemente carismatico e manipolatorio; Malek mostra invece il progressivo smarrimento di Kelley, sempre più intrappolato tra il desiderio di “dissezionare il male” (sperando di ottenere così materiale per un bestseller) e la pressione psicologica dei suoi pazienti.
Il film gioca con le apparenze: Göring, seducente e spietato, rappresenta un male razionale e persuasivo, capace di mettere in discussione logica ed etica, mentre i procuratori americani e britannici (Michael Shannon e Richard E. Grant) appaiono sicuri dei propri piani, ma la realtà in cui si trovano a operare è fatta di inganni, trappole e tensioni pronte ad esplodere.
Il regista rinuncia alla spettacolarità tipica dei film di guerra: l’azione lascia il posto a dialoghi claustrofobici e interrogatori in penombra, con veri e propri duelli verbali tra i due protagonisti. La storia alterna momenti da thriller o da gangster movie, pause più leggere e quasi comico/grottesche e sequenze di atroce verità: in una delle scene più potenti del film, Vanderbilt inserisce infatti riprese reali dei campi di concentramento e per pochi minuti l’orrore del genocidio silenzia tutto, strappando Kelley dal suo mondo idealizzato e ordinato e dimostrando l’impossibilità di razionalizzare completamente il male estremo.
“Norimberga” riesce a coniugare alla perfezione intrattenimento e rigore storico, invitando lo spettatore a confrontarsi ancora una volta con il “fascino del male” e i suoi rischi oggi più che mai attuali.


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