George Clooney, attore, regista e produttore statunitense riceverà il Leone d’oro alla carriera durante l’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia che si terrà dal 2 al 12 settembre 2026.

George Clooney è un volto noto al Lido di Venezia, avendo calcato il red carpet del Palazzo del Cinema numerose volte nell’arco della sua carriera con film come Out of Sight nel 1998, Good Night, and Good Luck nel 2005, Le idi di marzo nel 2011 (diretto e interpretato da Clooney è stato il film di apertura della 68ª edizione della Mostra), Suburbicon nel 2017 e più recentemente Wolfs – Lupi solitari nel 2024 e Jay Kelly lo scorso anno.

Di seguito le dichiarazioni di George Clooney:

Ho vissuto tantissimi momenti straordinari a Venezia. La Mostra è senza dubbio il mio festival preferito, e ricevere il Leone d’Oro è un onore immenso. Probabilmente significa anche che sto invecchiando, ma va bene così.

A proposito di questo riconoscimento, il Direttore artistico della Mostra, Alberto Barbera, ha affermato:

Nella sua triplice veste di attore, regista e produttore, George Clooney è un artista completo e carismatico, appassionato e originale, avendo saputo trasformare una vocazione profonda in una delle parabole più luminose del cinema contemporaneo. Un avvio di carriera vissuta senza scorciatoie, grazie a piccole parti in telefilm e B-movie sino al grande successo ottenuto come protagonista della serie “ER”, hanno plasmato un attore capace di abitare lo schermo con una naturalezza disarmante, conferendogli il dono di far sembrare i suoi personaggi non solo credibili ma desiderabili, vicini e umani, grazie anche ad un fascino innegabile. Ma quello di Clooney è un carisma costruito sulla credibilità, non sull’immagine, perché il suo lato seduttivo non è mai stato solo estetico. Perfetta combinazione di glamour da star di altri tempi, grande professionalismo e sensibilità moderna, l’attore ha attraversato i generi con versatilità preziosa: i film di guerra con “Three Kings” e “Syriana”, il thriller con “Michael Clayton”, la commedia sofisticata con “Ocean’s Eleven” e “Fratello dove sei?”, la fantascienza con “Gravity” e “Solaris”, la commedia agrodolce con “Paradiso amaro”, “Tra le nuvole” e “Jay Kelly”. In ciascuno di questi film ha modulato il suo registro senza mai tradire se stesso: ironico e malinconico, affascinante e riflessivo, brillante e capace di profondità inaspettate. Così come nei nove film realizzati quando ha deciso di passare dietro la macchina da presa, che rivelano un’idea esigente e generosa di cinema. “Confessioni di una mente pericolosa”, “Good Night and Good Luck”, “Le idi di marzo”, “Suburbicon”, sono esempi di film ricercati, ambiziosi, fuori dalle regole e dalle convenzioni del cinema hollywoodiano, nei quali si riflette l’altra sua vocazione, quella per l’impegno sociale e umanitario che contribuisce a farne una figura di assoluto rilievo nell’universo dello spettacolo contemporaneo.

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