Una nuova interpretazione del capolavoro letterario di Manuel Puig è arrivata sul grande schermo con protagonista Jennifer Lopez nonché il candidato agli Emmy Diego Luna.

Ci troviamo in Argentina nel 1983: nel pieno della brutale dittatura militare, due uomini profondamente diversi e opposti tra loro, Valentín e Molina, si ritrovano a condividere il perimetro soffocante di una cella, il primo un leader della rivoluzione, il secondo un vetrinista obbligato a fare da spia per estorcere informazioni a Valentín per sedare la rivolta. Per fuggire col pensiero agli orrori vissuti nel carcere, Molina inizia a raccontare al compagno di cella la trama del suo film preferito Il bacio della donna ragno: una scintillante fantasia musicale con protagonista la diva Ingrid Luna (Jennifer Lopez).

La storia della pellicola prende vita grazie al racconto appassionato di Molina, andando a dissolvere il confine stesso tra realtà e immaginazione attraverso le sfarzose e colorate atmosfere del film in netto contrasto con il contesto rigido e spaventoso della prigionia. Quello che era iniziato come un semplice passatempo diventa un legame profondo, un atto di resistenza spirituale che trascende le sbarre del carcere per trovare speranza, grazia e un’inaspettata connessione umana.

Bill Condon riesce a restituire ed amplificare in parte ciò che rendeva solida la versione precedente (ambientata a Parigi durante la seconda guerra mondiale), fornendo una nuova cornice storico-sociale che ben si addice al racconto messo in scena da questa pellicola che gioca con il parallelismo del piano della realtà con quello della finzione attribuendo a ciascun blocco narrativo la sua importanza senza creare squilibri che possano destabilizzare lo spettatore. 

Jennifer Lopez offre una buona performance andando ad arricchire con la sua presenza un film ricco di scenografie, costumi e musiche frizzanti dai toni iperrealistici riuscendo allo stesso tempo a modularsi durante le scene maggiormente drammatiche che costituiscono il cuore principale del dramma. 

Un racconto di amore, rinascita e sacrificio che sotto la nuova direzione di Condon riesce a trovare il giusto equilibrio tra generi apparentemente agli antipodi come il musical e il dramma sociale valorizzandone le peculiari differenze: il risultato è un film solido ed emozionante che diverte e intrattiene, ma allo stesso tempo, ci fa uscire dalla sala arricchiti e con la sensazione di aver imparato qualcosa in più. 

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