Ugo Bienvenu debutta alla regia di un lungometraggio con Arco – Un’amicizia per salvare il futuro, film d’animazione francese dai toni al tempo stesso giocosi e riflessivi. Iris è una bambina di dieci anni che vive nel 2075. Arco è invece un ragazzo proveniente da un futuro lontano, capace di viaggiare nel tempo grazie a un mantello iridescente. Quando Arco precipita accidentalmente nel mondo di Iris, la giovane decide di aiutarlo a tornare a casa, dando inizio a un viaggio alla scoperta di sé e di valori universali come l’amicizia e i legami familiari.
Il rapporto tra Iris e Arco rappresenta il fulcro narrativo del film: la loro amicizia, basata sull’empatia e sul desiderio reciproco di protezione e comprensione, riesce a emozionare gli spettatori, senza mai scivolare in toni melodrammatici. La leggerezza, la tenerezza e il bilanciamento di momenti tensivi, divertenti e di pura meraviglia visiva, contribuiscono a coinvolgere il pubblico, anche quello più giovane, ponendo al contempo interrogativi di fondamentale importanza sul futuro dell’umanità e sul cambiamento climatico, senza mai rendere il film didascalico. Anche i personaggi secondari svolgono un ruolo importante nel world building: Mikki, il robot domestico di Iris, è al contempo una figura protettiva e un compagno di giochi per la ragazza, mentre il trio di fratelli antagonisti (che poi del tutto antagonisti non sono) offre un contraltare comico che alleggerisce la narrazione, pur senza essere particolarmente incisivo.
È impossibile non notare l’influenza dello Studio Ghibli sull’opera: dai paesaggi sospesi tra le nuvole alla delicatezza con cui vengono rappresentati i rapporti umani, passando per l’uso dei colori e la cura dei dettagli negli ambienti naturali e urbani, Arco richiama le atmosfere di grandi classici dell’animazione nipponica come Il castello errante di Howl o La città incantata. L’ispirazione ghibliana non si limita però solo alla componente visiva: la pellicola trasmette infatti lo stesso senso di meraviglia e poesia che caratterizza i lavori di Hayao Miyazaki, riuscendo a trasmettere in maniera credibile emozioni profonde, anche attraverso piccoli gesti quotidiani. Possiamo poi osservare richiami diretti a tematiche miyazakiane come l’ambientalismo, la celebrazione della natura, il pacifismo, la crescita personale attraverso l’infanzia e l’emancipazione femminile. Impossibile non notare poi alcune similitudini tra Mikki e i robot guardiani di Laputa – Castello nel cielo, oppure tra la Pietra del Volo presente nello stesso film e la gemma utilizzata da Arco per volare e viaggiare nel tempo. Anche la colonna sonora di Arnaud Toulon è palesemente ispirata ai classici animati giapponesi dello Studio Ghibli: alcuni brani sembrano infatti composti da Joe Hisaishi, storico collaboratore di Hayao Miyazaki.
Con una durata inferiore ai novanta minuti, Arco – Un’amicizia per salvare il futuro rappresenta un’avventura adatta a tutta la famiglia, che diverte, emoziona e fa riflettere, dimostrando ancora una volta come l’animazione possa riuscire a raccontare storie semplici ma allo stesso tempo molto efficaci, conquistando gli spettatori grazie all’equilibrio di colori, immaginazione, buoni sentimenti e la speranza di un futuro migliore.


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