Hundreds of Beavers è un film americano indipendente del 2022, arrivato in Italia solo nel 2026, con una distribuzione limitatissima e itinerante (le proiezioni si sono spostate in sale diverse nel corso del tempo), cosa che rende difficilissimo, al limite dell’impossibile, recuperarlo in sala. Un vero peccato, dato che si tratta di uno dei film più geniali dell’ultimo decennio.
La storia ha come protagonista Jean Kayak, il quale vede il proprio vigneto distrutto da un improbabile incidente ed è costretto a reinventarsi cacciatore di pellicce per sopravvivere. Innamoratosi della figlia del mercante a cui porta gli animali, dovrà portare a quest’ultimo centinaia di castori (in inglese “hundreds of beavers”, da qui il titolo del film) per ottenere da quest’ultimo il permesso di sposare l’amata.
La trama non è nulla che non si sia già visto. Il genio è tutto nel modo di portarla in scena. Hundreds of Beavers è prima di tutto un omaggio alle commedie classiche di Buster Keaton (non a caso è tutto in bianco e nero e senza dialoghi), oltre che ai corti dei Looney Tunes, dei quali si propone di riprodurne la follia anarchica.
In un’epoca in cui grandi studi miliardari provano a trasporre capolavori di animazione in live action ricorrendo a una riproposizione 1:1 di inquadrature pensate per un contesto animato (con risultati tra il mediocre e l’agghiacciante) è Mike Cheslik, regista al suo esordio, in un progetto ultra indipendente (il budget è stimato in appena $150.000), a trovare la chiave giusta per un’operazione del genere.
Il film riproduce tutta l’esilarante follia delle avventure di Bugs Bunny e compagnia, in un susseguirsi ininterrotto di gag esilaranti, tutte basate sulla narrazione per immagini. Niente spiegoni inutili e moralismi triti e ritriti: tutto è puro movimento e suggestioni visive.
Il contesto assurdo dato da scenografie e costumi minimal (gli animali sono attori letteralmente vestiti come fossero mascotte di un parco di divertimenti) consente al film di mescolare spunti, oltre che da Looney Tunes e Buster Keaton, anche da varie altre fonti, come James Bond, Sherlock Holmes, videogiochi, survival movie, western e chi più ne ha più ne metta.
In ogni altro contesto il tutto risulterebbe un pasticcio senza senso, ma qui funziona e permette al film di rinnovarsi costantemente senza mai risultare ripetitivo troppo a lungo. L’unica amarezza è la difficoltà nel consigliare un titolo che è talmente poco distribuito da essere, come detto all’inizio, quasi impossibile da visionare.


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