Mai giudicare un libro dalla copertina.

Un insegnamento che ci viene impartito fin da bambini: mai farsi ingannare dalle apparenze. Cosa succede però se la persona più vicina a te confessa un segreto che rischia di compromettere tutto ciò che pensavate di sapere su di essa?

Potremmo definire il racconto portato in luce da The Drama del norvegese Kristoffer Borgli come un cioccolatino ripieno, bellissimo alla vista ma, a volte, poco al gusto. 

Emma e Charlie stanno ultimando gli ultimi preparativi in vista del grande giorno del matrimonio, tutto sembra procedere per il meglio quando alla cena di prova, in compagnia dei rispettivi testimoni, Emma confessa un terribile segreto legato alla sua giovinezza che non ha mai osato raccontare a nessuno scatenando così diverse reazioni contrastanti. Charlie ne esce devastato e soprattutto pieno di dubbi: chi è veramente Emma? La ragazza sognatrice intenta a leggere un libro nel coffee shop che li ha fatti incontrare oppure la persona dipinta dal suo racconto?

Prima che Emma confessasse il suo segreto, il discorso nuziale di Charlie era infarcito di aneddoti sul loro primo appuntamento, sui momenti spensierati vissuti insieme e di tutte le uniche caratteristiche che l’hanno fatto innamorare di lei. Quello che ne rimane è un foglio bianco, vuoto. Smarrito, confuso e con tutto il suo mondo capovolto, ora Charlie deve fare i conti con se stesso, con quello che è disposto ad accettare per poter andare avanti. Così come un domino inarrestabile, gli eventi prenderanno una piega sempre più inaspettata e travolgente, che metterà in discussione ogni certezza all’interno della loro quotidianità. Conosciamo davvero la persona che abbiamo al nostro fianco oppure solamente la sua proiezione che abbiamo creato nel nostro inconscio?

Strutturato sull’alternanza di continui flashback e bruschi ritorni alla realtà, il film offre la rara opportunità di scorgere in profondità e con uno sguardo privilegiato, le dinamiche sentimentali di una coppia dove gli equilibri vengono ribaltati improvvisamente. Il racconto è gestito con furbizia e intelligenza e dà il giusto respiro a tutti quei particolari, anche impercettibili, legati agli stati d’animo dei protagonisti che mettono in luce la fragilità e contraddittorietà umana. Un buon film, d’altro canto, non si ferma alla mera narrazione, ma suggerisce importanti domande senza realmente fornirci le risposte. È più importante chi siamo stati, chi siamo ora o chi crediamo di essere?

Una riflessione sulle maschere e convenzioni sociali che parla allo spettatore attraverso un linguaggio schietto e allo stesso tempo sottile e autoironico facendo emergere con grande verità i diversi turbamenti dei personaggi, le loro aspettative e le paure che covano all’interno. Camuffato da racconto di un storia d’amore in declino, The Drama si mostra piuttosto come un’analisi meticolosa e voyeuristica dell’universo della contraddittorietà umana, della sua ipocrisia e talvolta, follia, attraverso dei continui colpi di scena che fanno sobbalzare dalla sedia, andando a giocare con i diversi registri narrativi della rom-com che vengono costantemente messi in discussione.

La coppia Zendaya-Pattinson non delude e anzi, dimostra una grande dimestichezza nella gestione dei continui up and down della pellicola senza mai perdere verità nei tanti registri interpretativi che sono chiamati a utilizzare.

Il film si prende gioco dei nostri costrutti mentali facendoci capire che la storia di Charlie ed Emma potrebbe essere (o forse è) anche la nostra, in piccola o larga scala. The Drama è un film sulle nostre proiezioni e su quanto siamo incapaci di accettare una realtà diversa rispetto all’idea che ci siamo fatti degli altri. La dinamica messa in azione dalla rivelazione del segreto della ragazza finisce così solo per essere un pretesto per parlare delle nostre ipocrisie e della nostra incapacità di esaminarci, anche quando in gioco c’è qualcosa molto più grande di noi: l’autenticità delle nostre relazioni umane.

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