Il nuovo thriller di Bart Layton, regista de L’impostore – The Imposter e American Animals, è basato su una novella di Don Winslow, autore statunitense noto per la sua maestria nel raccontare storie di genere poliziesco. Partiamo subito col dire che purtroppo il film non riesce a sfruttare appieno il materiale di partenza: l’adattamento dalla pagina allo schermo non rende infatti giustizia alla scrittura di Winslow e il risultato è una pellicola che tenta di attingere agli stilemi tipici del genere noir, ma che finisce per mancare di quella forza e tensione che ci si aspetterebbe da un buon crime movie.
Crime 101 – La Strada del Crimine si presenta come un mosaico di idee che, purtroppo, non si incastrano mai perfettamente. A tratti, il film sembra più un tentativo di ricalcare i passi di illustri predecessori del genere, come Heat – La sfida di Michael Mann, che un’opera con una propria identità. Nonostante le buone intenzioni e il materiale di partenza, il film non riesce mai a costruire una trama davvero coinvolgente e la sensazione è che, piuttosto che cercare elementi innovativi, si limiti a riprodurre formule già viste.
Mike Davis (Chris Hemsworth) è un ladro di gioielli con una regola morale fondamentale: non usare violenza. La sua filosofia è quella di fare rapine pulite e, una volta ottenuto il bottino, uscire di scena senza lasciare tracce. Questo tipo di approccio ricorda molto il codice d’onore dei protagonisti del già citato Heat – La sfida, ma qui l’impatto sulla storia risulta molto meno potente ed efficace, più per motivi legati alla sceneggiatura che per la performance stessa di Hemsworth. L’attore, pur riuscendo a rendere il suo personaggio interessante grazie a una performance più sfaccettata rispetto ad altri suoi ruoli, finisce per rimanere prigioniero di una scrittura che non lo valorizza a pieno come potrebbe.
Dall’altra parte, il detective Lou Lubesnick (Mark Ruffalo), con il suo approccio emotivo e disincantato, è il contraltare perfetto di Mike. La sua ossessione per il caso è il cuore di una trama che avrebbe potuto esplorare più a fondo i dilemmi morali dei suoi protagonisti. Tuttavia, la sceneggiatura si perde in numerose sottotrame poco sviluppate che, invece di arricchire il racconto, finiscono per appesantirlo. Una su tutte, quella relativa alla liaison tra i personaggi di Chris Hemsworth e Monica Barbaro. Il suo personaggio, Maya, sembra quasi accessorio, troppo poco sviluppato per avere un impatto dirimente nell’economia di un film in cui i personaggi sono veramente tanti (troppi).
Oltre ai due protagonisti, anche tutti gli altri numerosi attori coinvolti svolgono un lavoro eccellente, in particolare Halle Berry e Barry Keoghan sono ricchi di carisma e intensità emotiva. Il secondo soprattutto ruba la scena in ogni sequenza in cui appare, purtroppo però non gli viene dato abbastanza spazio narrativo per un adeguato approfondimento psicologico, magari legato al suo passato travagliato che viene solo accennato di sfuggita.
I temi potenzialmente più interessanti, come l’alienazione e la disillusione dei protagonisti, ma anche la corruzione della polizia o i traffici clandestini delle ricche vittime delle rapine, vengono toccati solo in superficie e mai realmente esplorati.
La sensazione generale è che ci sia troppa carne al fuoco e che la durata eccessiva non aiuti comunque a tirare le fila dei tanti discorsi aperti. Crime 101 – La Strada del Crimine non riesce a trovare nemmeno quel colpo di scena finale o quel climax narrativo che dovrebbe far esplodere la tensione accumulata durante il film. La trama, purtroppo, scivola verso un finale che sembra più una conclusione inevitabile che una risoluzione conquistata con fatica. Molte sottotrame rimangono aperte, alcuni personaggi vengono abbandonati lungo la strada.
Crime 101 – La Strada del Crimine non è un brutto film, ma è una pellicola che si perde in troppe sottotrame superflue ed eccessivi tentativi di rievocare film del passato ben più riusciti. Con un cast di attori di primissimo livello che fanno molto bene il loro lavoro e con una trama che avrebbe potuto essere interessante se solo fosse stata gestita meglio, il film di Layton rimane bloccato in una zona di comfort che non gli permette di spiccare il volo.


Rispondi